“Uno si costruisce grandi storie, questo il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.”
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Maggio 2011
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“Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinché le farfalle vengano a te.
Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te.” —Mario Quintana (via continenteobliato)
Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te.” —Mario Quintana (via continenteobliato)
“E raccontiamola tutta allora, dilla la verità perchè a questo lavaggio della coscienza io ho solo voglia di sputare. Che la cosa preziosa che hai accanto ce l’hai accanto da nove anni, cioè da prima che, due anni fa, hai iniziato una relazione con me, cioè da prima che, quattro anni fa, ne hai avuta un’altra, o tre anni fa ti sei portato a letto un’altra. E’ che ora non sai più dove sbattere la testa, credi che rinunciare a tutto ciò che sei, al tuo rapporto con me, alle tue aspirazioni, al tuo lavoro ti riporterà dritto dritto in seno ad una armonia familiare. Ma, correggimi se sbaglio, non era proprio perchè quell’armonia non c’era che sei andato a cercare la vita, il tuo essere, altrove? E ora va bene, me ne vado, faccio delle metaforiche valigie e tiro via e ti lascio al tuo ritrovato focolare domestico. Silenziosamente, senza ribattere, senza sollevare polveroni, giro le spalle così che tu non veda le mie lacrime. E ti dirò che sto bene quando me lo chiederai e ti lascerò essere quello che vuoi, anche se è solo una millesima parte di quello che potresti essere se solo ne avessi il coraggio (e non parlo di me o di noi ora). Lascio passare le cose, il tempo ed il dolore che “se sei acqua prima o poi sotto ‘sti ponti hai da passà” e aspetto di guarire, di rimettere il cuore insieme e di non sentirlo più gemere sotto la lama affilata dei ricordi, di quelli che ti prendono di sopresa con una canzone o un colore. Io vado via perchè tu non mi trattieni, perchè preferisci la leggerezza che ti viene (parole tue) dal non avere più scheletri nell’armadio. Io quello scheletro, io quell’in più che all’occorrenza si fa fuori per far tornare i conti. Antica geometria che dei triangoli sacrifica da sempre quel punto esterno, ultimo aggiunto. E lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo che ne avrei sofferto. Non sapevo quando. Ecco. Ora.”
Serendipity” —
Serendipity” —
“Cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.”
—Scritto sul corpo- Jeanette Winterson (via naiketyler)(via leavemeparalyzed)
“e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai” —
Le nuvole - Fabrizio De Andrè (via lecosecherestano)
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai” —
Le nuvole - Fabrizio De Andrè (via lecosecherestano)
“Mi torna in mente quel periodo e adesso so che invece era possibile: che si può guardare il lago da qui e non sentirsi felici. E questo mi dispiace. Anzi di più: questo mi fa sentire del tutto e assolutamente infelice. Ecco, l’ho detto: infelice. Guardo il lago, penso che c’è una gran bella vista da qui e penso anche che questa vista mi fa sentire infelice. Non per qualcosa di particolare: solo perché non mi sento felice a guardarla. E mi ricordo che pensavo che lo sarei stato sempre, invece. È il ricordo che mi fa stare male. Non è la vista, lo so: è il ricordo, la consapevolezza delle illusioni che non ci sono più, la consapevolezza che sono state soltanto illusioni. E pazienza, direte voi, è normale; e pazienza, direte voi, non è importante. E invece sì, è importante: perché non si può sentirsi infelici con davanti una vista così…”
—Sempre un po’ a disagio: metafisica del mio terrazzo
“«Mi ami ancora?»
E io gli chiedo se ho altra scelta.” —Ninna nanna - Chuck Palahniuk (via lecosecherestano)
E io gli chiedo se ho altra scelta.” —Ninna nanna - Chuck Palahniuk (via lecosecherestano)
“c’è un dolore che è fatto di bene
- il bene che cos’è?
è la fatica di un passo indietro
per fare spazio a te” —(Ci parliamo da grandi)
- il bene che cos’è?
è la fatica di un passo indietro
per fare spazio a te” —(Ci parliamo da grandi)
“Un anno fa, per la testa, avevo pensieri diversi. Pensieri di te.
Che ogni giorno mi manchi un po’ e so che non dovresti. Mi mancano i tuoi sorrisi la mattina, mi mancano i tuoi messaggi la sera. Mi mancano le tue parole, per quanto false o mai rispettate, mi mancano soprattutto le tue parole.
Ti ho lasciato andare per fare del bene a me stessa. In quel momento ero convinta di farmi del bene. Ogni giorno ti penso un po’ e me lo ripeto, come un mantra: “era per il mio bene”.
Ho fatto un po’ di bene anche a te, spero tu sia felice come sembri, spero che la tua vita si sia finalmente rimessa in sesto, spero tu abbia capito che l’unica persona di cui avevi bisogno per andare avanti era quella che vedi riflessa nello specchio.
Io ogni tanto ti vedo, riflesso dentro di me. I tuoi occhi nocciola, le tue labbra morbide, le tue lentiggini sul naso. E mi manchi da morire.
A volte mi chiedo se qualcun’altro sarà mai in grado di darmi l’amore malato che mi davi tu.” —
Che ogni giorno mi manchi un po’ e so che non dovresti. Mi mancano i tuoi sorrisi la mattina, mi mancano i tuoi messaggi la sera. Mi mancano le tue parole, per quanto false o mai rispettate, mi mancano soprattutto le tue parole.
Ti ho lasciato andare per fare del bene a me stessa. In quel momento ero convinta di farmi del bene. Ogni giorno ti penso un po’ e me lo ripeto, come un mantra: “era per il mio bene”.
Ho fatto un po’ di bene anche a te, spero tu sia felice come sembri, spero che la tua vita si sia finalmente rimessa in sesto, spero tu abbia capito che l’unica persona di cui avevi bisogno per andare avanti era quella che vedi riflessa nello specchio.
Io ogni tanto ti vedo, riflesso dentro di me. I tuoi occhi nocciola, le tue labbra morbide, le tue lentiggini sul naso. E mi manchi da morire.
A volte mi chiedo se qualcun’altro sarà mai in grado di darmi l’amore malato che mi davi tu.” —
“Cherish your solitude. Take trains by yourself to places you have never been. Sleep alone under the stars. Learn how to drive a stick shift. Go so far away that you stop being afraid of not coming back. Say no whenever you don’t want to do something. Say yes if your instincts are strong, even if everyone around you disagrees. Decide whether you want to be liked or admired. Decide if fitting in is more important than finding out what you’re doing here. Believe in kissing.”
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Eve Ensler.
(via ourveryownpeaceofmind)
“La solitudine è bella quando si sceglie, terribile quando ti sceglie.”
—(Maurizio Crosetti)
“Mentre ti guardavo ero così orgogliosa e così triste.
Quando ti guardavo, la mia vita aveva senso. Anche le cose brutte avevano senso, perché erano necessarie a renderti possibile.” —J. S. Foer (via innocenzaremotaimbastardita)
Quando ti guardavo, la mia vita aveva senso. Anche le cose brutte avevano senso, perché erano necessarie a renderti possibile.” —J. S. Foer (via innocenzaremotaimbastardita)
“Non voglio più vedere le cose che mi hanno fatto sentire questo silenzio.”
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Piero Ciampi - Confesso
(via lalberodimelograno)
“se te ne vuoi andare, se tutto quel che ho fatto per farti restare e per tenerti qui non è abbastanza. tu ami l’onda e devi stare sempre in fronte al mare e farti investire. ma se mi chiederanno se ti verrò a cercare, io, con parole nuove, gli saprò spiegare che ora ognuno corre per sé e che la fatica per riaverti qui non conta niente. io amo la terra e ho da correre fino a stancarmi, per dormire bene.”
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(via mademoisellereverie)
ma se mi chiederanno se ti verrò a cercare, io, con parole nuove, gli saprò spiegare che ora ognuno corre per sé
(via plettrude)