Spremo bene le meningi, ma esce poco succo. E la spremuta non dura neanche mezzo sorso.
Da sole, infatti, bisogna saper organizzare la solitudine.
“Io viaggio da sola”, Carlotta Mismetti Capua
Qualcuno sostiene che l’uomo sia l’unico animale privo di istinto. Davvero, lo diceva un antropologo per radio, poco fa, mentre piallavo un’asse. Pare che l’uomo, al massimo, agisca per volontà indotta, spesso implusiva, ma lo faccia sempre tramite la mediazione della ragione. Una delle tante prove di ciò sarebbe che l’uomo desidera carnalmente l’altro sesso prescindendo dalla procreazione, dalle secrezioni dovute all’ovulazione, dai segnali delle stagioni e via così.
Non ci avevo mai pensato, e ho smesso di piallare per qualche minuto. Mi è parso tutto, terribilmente, tristemente semplice. L’istinto che non c’è più. L’eccesso di mediazione del pensiero. La schiavitù alle categorie della logica, della morale, del significato.
Ecco il perché della nostra infelicità, mi sono detto.

Ma la morte è questo: è la vita, sono i ricordi, è la nostra infanzia, è la nostra storia. E’ amore. Tutto l’amore che chi se ne va ci ha dato. Per quello piangiamo e soffriamo così tanto quando ci muoiono i genitori : sappiamo bene che nessuno ci amerà mai più così. Ci piangiamo addosso, meschini.

Se muoiono di malattia è un’agonia. Se muoiono improvvisamente una sciabolata nel cuore. Ti manca un pezzo e non ci puoi credere che potrai vivere senza il loro sguardo che ogni giorno ti manca di più. Capisci che l’unica cosa che conta nella vita è l’amore che puoi dare a chi te lo chiede, che siano i figli o i nonni o la prima persona che incontri per strada. Ti illudi che passerai il resto della vita ad amare gli altri. Forse lo farai. Forse no.

Si può fare?

Già, il blog. Sto bloggando sempre meno. E non è colpa di BlogBabel, visto che dirado i post già da prima, quando la classifica e tutti gli annessi e i connessi non mancavano.

E’ che io credo che nella vita si vada a fasi. E capita che ti disamori di una cosa e ti innamori di un’altra. Poi magari ti passa.
Vivo bene con la mia irrequietezza, che a volte spaventa le persone. Ma il blog non si fa spaventare. Mal che vada non bloggo più tanto, che male c’è?

D’altronde si sa che chi si abbandona alla routine muore lentamente, come diceva Martha Medeiros (e no, non è una poesia di Neruda; e sì, è quella citata da Mastella il giorno che ha fatto cadere il Governo Prodi; e sì, è una bella poesia lo stesso). E ci vuole il fegato di rovesciare il tavolo e non condannarsi al fare qualcosa che non ti piace.

Un coraggio che non mi è mai mancato, visto che in quasi 34 anni di età non ho fatto altro che cambiare, cambiare, cambiare, cambiare.
Figuriamoci se mi manca per 4 bit in croce. Non ho tanta voglia di bloggare? Non bloggo. Se diventa una routine, un timbrare il cartellino, il tavolo è già gambe all’aria.

Terremoto e traGGedia

  • Monica: Hanno chiuso Blogbabel!!! E adesso come faremo!!!
  • Alfredo: Non disturbare che mi sto tagliando le vene!!!
Venivano dai due più lontani estremi della vita,
questo è stupefacente,
da pensare che mai si sarebbero sfiorati,
se non attraversando da capo a piedi l’universo,
e invece nemmeno si erano dovuti cercare,
questo è incredibile,
e tutto il difficile era stato solo riconoscersi,
riconoscersi,
una cosa di un attimo,
il primo sguardo e già lo sapevano,
questo è il meraviglioso.
— Alessandro Baricco, Oceano Mare (via Nemo) - per tutte le parole che io e Paolo non ci siamo detti ma abbiamo sempre pensato

Chi si prende cura della normalità dell’esistenza che non ha più niente a cui aggrapparsi? Su chi deve gravare la sempre più onerosa incertezza delle condizioni di vita? Chi deve pagare la fame sfrenata di quei pochi che addirittura hanno aumentato i loro profitti sulla pelle delle persone qualunque? Chi deve farsi carico dello sforzo di ripristinare una condizione almeno dignitosa e sufficiente di esistenza per tutti, per chi si accontenterebbe di aver di che sfamare la propria famiglia, di concedersi qualche ora di riposo e non di lusso, per chi vorrebbe avere l’anima sgravata almeno tanto da poter guardare il mare o le stelle in compagnia della propria amata o della propria famiglia in una notte di primavera?

Ci stanno sterminando tutti. Ecco la verità. Ci stanno uccidendo.

Ce n’è tanta di gente che non trova alcuna soddisfazione in quello che fa. La maggior parte -credo- trova un po’ di soddisfazione in alcune delle cose che fa e così tira avanti. Tirare avanti è la cosa più istintiva di tutte, più del sesso, più di fare la pipì, più di mettere le mani avanti quando si cade. L’istinto è quello che rimane quando da una persona si è tolto tutto quello che c’era di umano e la si è fatta regredire allo stato di bestia. Che è quello che è necessario essere per trovare un po‘ di soddisfazione in alcune delle cose che si fanno e farselo bastare per tirare avanti.